Dismisura

Questa graphic novel parla di follia. Per fare questo l’autore ha parlato della sua follia, delle voci e dei rumori che sente nella sua testa. Delle cose che gli sono successe e di come vede il mondo. La maggior parte delle serie televisive, dei film e dei racconti che parlano di questo tema, lo fanno a partire dagli stereotipi e che gli sono sempre risultati estranei e grotteschi. Volevo parlare e non smettere di farlo fino ad aver liberato la vita dal luogo in cui si trova imprigionata. Non è stato facile. I pennelli di Mario si sono incontrati con le sue parole per molti anni e ora il racconto è stato finalmente stampato. Buona digestione.

Libreria Antigone

Il progetto della libreria Antigone ha come obiettivi la diffusione della cultura e delle sottoculture Igbtiaq+ e femministe, con particolare interesse per la produzione di testi, riviste, saggi e romanzi concernenti la sessualità, il genere e le relazioni tra i generi, la storia e la produzione teorica dei movimenti femministi e lgbtiaq+, l’educazione e la lotta alle discriminazioni, le sessualità, le relazioni affettive, sentimentali e sessuali e le produzioni accademiche dei gender and queer studies. La libreria Antigone vuole essere un punto di incontro, un luogo di costruzione di relazioni, intese come unico strumento indispensabile per la crescita culturale e umana di ognuna / ognuno, e per favorire ciò l’impegno sarà rivolto al mantenimento di un ambiente sicuro, piacevole, utile, attraversabile da chiunque, all’aggiornamento costante e alla reperibilità dei testi concernenti la specializzazione della libreria e all’organizzazione di presentazione di libri e/o performance artistiche.

Asterisco Edizioni

Asterisco Edizioni è una casa editrice indipendente che nasce per indagare, approfondire e divulgare temi specifici di attualità sotto un punto di vista storico, sociale e politico. Un progetto che vuole costruire la propria identità sull’infedeltà alla norma, traendo dalle zone d’ombra della realtà la propria forza. Una casa editrice che rivendica la necessità di un’editoria di qualità.

L’asterisco indica la possibilità dei lettori e delle lettrici di una partecipazione attiva al processo di condivisione collettiva dei testi, come una zona grigia in cui riconoscere e riconoscersi. Una sfumatura quindi, come quel margine in cui identificarsi, perché simbolicamente rimanda ad altro, ad una nota, ad una variante del canone, con una storia e una dignità che non è possibile cancellare.

MAI PIU’ LAGER – NO AI CPR

IL LABORATORIO
“LE CARTE DELL’ORRORE DEL CPR”

Il laboratorio nasce dall’esigenza di far conoscere in modo originale quelle strutture denominate CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) che rappresentano l’annichilimento della dignità e dei diritti fondamentali delle persone straniere vittime della detenzione amministrativa.

Con l’utilizzo di particolari carte da gioco create dalla Rete “Mai Più Lager – No ai CPR” si vuole coinvolgere i partecipanti aiutandoli a comprendere cosa si celi dietro questi centri sconosciuti che pongono a grave rischio l’incolumità personale dei detenuti.

Il CPR è un attacco frontale alla salute psico-fisica, all’equilibrio mentale di chi viene colpito dai provvedimenti di detenzione

Il CPR conduce con incedere fatale chi vi è detenuto verso un oscuro inferno mentale dove gli abusi si contano come le carte smazzate da un croupier baro come le nostre istituzioni.

Il sonno della ragione non genera solo mostri ma palline di roulette che girano, sospinte dalle urla provenienti dai detenuti e annegate negli psicofarmaci.

Un gioco di sopravvivenza dove, purtroppo, si è oltre l’azzardo “carta che vince, carta che perde”. Non c’è vittoria in questa roulette russa della sopravvivenza fisica e mentale.

Ci stiamo giocando tutto con il CPR.

A sabato 11 giugno 2022 con la Rete MAI PIU’ LAGER – NO AI CPR

MAI PIU’ LAGER – NO AI CPR è una rete di realtà antirazziste nata nel 2018 alla notizia dell’apertura di un CPR a Milano. Partecipano attiviste e attivisti accomunati principalmente dalla lotta contro la detenzione amministrativa delle persone migranti e la loro espulsione, attraverso attività di sensibilizzazione e mobilitazione collettiva e diffusa.
Più in generale si prefigge l’obiettivo della difesa dei diritti e delle libertà inviolabili delle persone migranti, nella convinzione che i meccanismi di repressione attuati nei loro confronti siano solo la punta dell’iceberg dell’attacco alle libertà di tutti e tutte.

Saperi proibiti

CONNESSIONI PSICHEDELICHE

Siamo divisi.

Il proliferare di disagi psicologici e tensioni sociali ha messo in luce il baratro: tra l’analisi dei dati della visione logico-scientifica del mondo e la costruzione di quadri di senso generale del bene comune e individuale.

La psichedelia di oggi, tornata alla ribalta di un ennesimo ‘rinascimento’, affronta queste contraddizioni domandandosi: puo esistere un ponte tra l’approccio terapeutico, finalizzato, protocollare, e quello creativo, ludico, spirituale?

Rispondiamo mettendo il Contatto interpersonale a fondamento di ogni possibile ricerca di benessere individuale e sociale, anche nelle neonate scienze psichedeliche.

Il Contatto è apparentemente sconnesso dagli aspetti tecnici delle pratiche psiconautiche più diffuse, e proprio per questo si pone come cardine tra le diverse posizioni del dibattito contemporaneo, un ponte solido di collegamento e una possibilità di riconnessione.

La riconnessione psichica tra le parti del nostro ”Io diviso” e quella sociale dei “Noi divisi”.

Perché ogni pratica di resistenza e liberazione sia ben fondata sul Contatto e sulla relazione, contro ogni visione tecnica e ingegneristica dell’uomo-macchina, contro ogni possibile uso umano degli esseri umani.

Un open talk senza regole, uno a uno e in gruppo, partendo da testi, video, musica.

Dal collettivo Saperi Proibiti

L’obiettivo di Saperi proibiti è stato e vuole essere quello di promuovere una riflessione collettiva sulla dimensione storica, sociale e culturale di pratiche e saperi rimossi dai discorsi istituzionali che renda possibile l’esplorazione del confine tra diverse concezioni dell’alterazione di coscienza, con o senza l’uso di droghe. Riflettere sulla dimensione del sapere sopra e attraverso le sostanze psicotrope serve a gettare luce sul carattere intersoggettivo e condiviso di un’esperienza che in tutti i suoi aspetti molte istituzioni trattano come affare privato ed ‘individuale’, accentuando, anziché ridurlo, l’effetto di disinformazione e stigmatizzazione di quelli che vengono definiti, con un termine cinicamente neutro, ‘consumatori’. Porre il problema in questi termini vuole essere un’occasione per un confronto aperto, al di là degli stereotipi dell’evasione e dello ‘sballo’.

Dopo una prima edizione nel lontano 2007 al CSA Barattolo di Pavia, dedicata agli “Stati di coscienza”, seguita da una seconda edizione nel 2012 alla Cascina Torchiera di Milano, dedicata alle “Enteogenie“, e alla terza edizione del 2018, sempre alla Cascina Torchiera di Milano, che affrontava il rapporto tra “Téchne e stati modificati di coscienza” per continuare a riflettere su quei saperi tanto proibiti, quanto sconosciuti ai più.

info: saperiproibiti@inventati.org

saperiproibiti.noblogs.org
facebook.com/enteogenie
instagram.com/saperiproibiti

Ippolita

Contro il disciplinamento algoritmico. Sabotaggio epistemico e neurodiversità guerrigliere

In che modo il pensiero algoritmico diventa un pensiero normalizzante?

Nei social la verificabilità empirica che rende tutto misurabile (come se la nostra cognizione fosse un calcolatore, la nostra vita emotiva un’azienda) appiattisce la pluralità epistemica attraverso il sistema di ricompense, il gigantismo globalista della condivisione, il desiderio di accumulo.

La disciplina algoritimica ci modifica attraverso l’introiezione di una regola che è tanto fisica quanto psichica. Il comportamento che diventa norma sociale infatti, non è solo consuetudine, ma incarnandosi in corpi fisici ci neuro-normalizza. Crea schemi cognitivi ai quali facciamo riferimento in modo sia culturale che profondamente emotivo e “fisico”.

Dal punto di vista critico e politico, le forme di azione che si sottraggono al pensiero algoritmico chiamano in causa la neurodiversità.

Per disinnescare i meccanismi tecnocratici, fare attrito negli ingranaggi della sussunzione algoritmica, occorre ripensarci ai margini da punto di vista cognitivo. In questo seguiamo bell hooks: è il margine – questo spazio difficile, ma necessario – il luogo di apertura radicale in cui immaginare pratiche di liberazione collettive.

Ippolita è un gruppo di ricerca indipendente e interdisciplinare che si occupa di filosofia della tecnica. Tra le maggiori pubblicazioni internazionali: Nell’acquario di Facebook, Il lato oscuro di Google, Anime Elettriche. Oltre ai percorsi di formazione critica sulle tecnologie alla Naba di Milano, Ippolita guida la collezione di libri Culture Radicali per l’editore Meltemi.