CHIEDIAMO VERITÀ E GIUSTIZIA PERABDERRAHIM FAKIR!

La clinica ai tempi del fascismo

Alla vigilia del venticinquesimo anniversario del G8, mentre migliaia di persone riempivano le strade di Genova in un momento collettivo di memoria, rabbia e vicinanza, a Bologna, un lavoratore di 42 anni in stato di difficoltà, Abderrahim Fakir, ex iscritto al sindacato Si Cobas, muore mentre si trova immobilizzato a terra dalla polizia in presenza dei soccorritori della Croce Rossa. Gli ultimi minuti di vita di una persona: le grida di aiuto e poi il silenzio. Qualcuno che cerca di capire se ha smesso di respirare. Il video fa il giro del web e il senso di nausea è impossibile da fermare; la “coincidenza” temporale con l’anniversario di Genova ci gela il sangue. La presenza dei paramedici, l’immagine di un presidio presentato come “presidio di cura” che si fa teatro di violenza e poi morte.

Abderrahim Fakir era un cittadino regolare, residente in Italia dall’infanzia e al momento dell’intervento stava attraversando una crisi psicofisica. La lista di reati attribuita a Fakir è un falso documentato, è la fedina penale di un’altra persona appiccicata sulla sua foto. Chi la condivide sta diffondendo una menzogna costruita per giustificare una morte avvenuta sotto custodia dello Stato.
La morte di quest’uomo è solo l’ultima in ordine di tempo, ma sappiamo che tante persone sono morte nelle mani di rappresentanti dello Stato e soprattutto durante interventi che teoricamente dovevano essere di cura, di aiuto. Le pratiche di contenzione, i TSO, le procedure di intervento nei confronti di persone “in stato di alterazione” non sono neutre, sono lo specchio di un crescente sistema di repressione e controllo che agisce con particolare violenza nei confronti delle persone marginalizzate, dissidenti e razzializzate. È un meccanismo già oliato, i cui segnali sono evidenti da molto tempo. A partire dal nuovo “scudo” per le forze dell’ordine: i poliziotti non sono stati iscritti automaticamente nel registro degli indagati.

Qual è il ruolo e la responsabilità di chi si occupa di salute (e di salute mentale) in questo momento?
Qualche tempo fa abbiamo scritto una riflessione dal titolo ‘La clinica ai tempi del fascismo’ che ci sembra ancora molto attuale. È necessario fare una lettura storica della deriva autoritaria ed apertamente fascista delle istituzioni italiane: dalla psicologia razziale durante il ventennio fascista fino all’attuale riorganizzazione autoritaria del sistema sanitario che coinvolge forze dell’ordine e professionisti della salute mentale. La violenza del G8 di Genova 2001 ha sancito l’inizio di una pedagogia della crudeltà che vuole distruggere la solidarietà e criminalizzare la differenza. È importante essere consapevoli di tutti i piccoli e grandi segnali che ci mostrano questa deriva, violenta e repressiva, e come anche la psichiatria (e in generale la salute mentale) sia profondamente coinvolta e a volte drammaticamente complice.
Per questo motivo è quanto mai più urgente unirci, resistere, tutelare persone e comunità, contrastare il sistema, non farci trovare impreparatə!

Contatto 2026 – Milano

Dal 5 al 7 giugno torna Contatto, la tre giorni della Brigata Basaglia, giunta alla sua quinta edizione. 

Quest’anno ci ritroveremo a Milano e a ospitarci sarà LOCK – Laboratorio Occupato Kasciavìt per tre giornate di laboratori, discussioni, incontri, arte, musica, lotta.

È sempre una grande emozione poter stare insieme!

Un sentito ringraziamento per la splendida locandina va a Elena Mistrello.

LOCK si trova in Via S. Faustino 62, Milano (zona Ortica)

PROGRAMMA – [IN AGGIORNAMENTO]

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L’elettroshock è tortura: no all’inserimento della TEC nel piano sociosanitario del Piemonte

«L’elettroshock non è di per sé una terapia violenta, ma può essere violento l’uso che se ne fa» dice lo psichiatra Vincenzo Villari, già direttore del dipartimento di Neuroscienza e Salute mentale della Città della Salute di Torino, intervistato da Repubblica sulla proposta di Fratelli d’Italia di inserire l’elettroshock nel nuovo piano sociosanitario della regione Piemonte. 

Viene da chiedersi: quale sarebbe l’utilizzo non violento di una pratica medica utilizzata storicamente per annichilire le soggettività, spogliarle della propria memoria e della propria personalità per ottenere individui docili e obbedienti? La tortura sotto anestesia è meno tortura? Chi mai potrebbe considerare un trattamento simile una “cura”?

L’elettroshock viene sponsorizzato dai suoi promotori contro i casi di “depressione resistente ai farmaci”: come afferma Piero Cipriano ne “Il manicomio chimico” si tratta di persone che subiscono i danni di anni e anni di prescrizione di psicofarmaci, senza mai una prospettiva di scalaggio, fino al punto in cui proseguire a livello farmacologico può condurre al verificarsi di crisi indotte dai farmaci stessi. A questo problema reale, dovuto all’abuso delle prescrizioni, gli scioccatori rispondono applicando scariche elettriche al cervello.

Dice Cipriano: «è l’accanimento terapeutico degli psichiatri, che non sapendo che fare strafanno, prima con i farmaci, presi dall’ebbrezza che finalmente anche loro hanno i farmaci per curare le malattie, e quando i farmaci smettono di funzionare, passano alla corrente elettrica, ritornano alla terapia convulsiva, per trattare i malati di nuovo come i maiali del mattatoio […]

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My fear doesn’t only come from my delusions

Riceviamo e pubblichiamo un prezioso contributo di una persona che si è rivolta al nostro sportello di ascolto e supporto sociale per la comunità, il cui centralino è contattabile al seguente numero: 0282396915 da Lunedì a Venerdì, ore 12.00-14.30 / 19.00-21.30

My fear doesn’t only come from my delusions. 

I understand that some people might be scared of me as a person who has experienced psychosis, most media tend to depict people like me in crisis as antagonists in movies or use it interchangeably with psychopaths or sociopaths. I have only met some few that has told me about their experiences in this field of reality. 

They aren’t monsters and I would not like to see myself as a monster. 

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Marco Cavallo libera tutt*

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento della Brigata BASAGLIA
letto al corteo di Marco Cavallo libera tutt* per l’abbattimento dei CPR e contro la detenzione amministrativa, del 20 settembre 2025

Buongiorno a tutt*, siamo la Brigata Basaglia, un collettivo che si occupa di salute mentale con un approccio basagliano, radicale e conflittuale, e vorremmo condividere alcune riflessioni sui CPR.

La prima, su cui si fonda ogni nostra pratica e azione, è la convinzione che i CPR siano gli eredi dei manicomi, con cui condividono gli obiettivi di abuso, tortura, deumanizzazione delle persone rinchiuse.

Come per i manicomi 47 anni fa, non esiste nessun altro destino possibile per i CPR se non essere riconosciuti come istituzioni totali, luoghi di segregazione e controllo, lager inammissibili nella nostra società che, per questo motivo, devono essere immediatamente chiusi e mai più riaperti.

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LA CLINICA AI TEMPI DEL FASCISMO

 Con Amor Sí… , Gerardo Rayo, 2024 (Xilografia)

Qui la secoonda parte dell’articolo, se invece vuoi scaricare il pdf del testo completo puoi farlo al seguente link: scarica il PDF

PRIMA PARTE

La notte del 24 settembre 2024, nella zona della movida milanese, una moto non si ferma all’alt di una pattuglia. Fares Bouzidi, 22 anni, è alla guida, seduto dietro di lui c’è Rami Elgamal, 19 anni. I carabinieri li inseguono per 8 chilometri a sirene spiegate. Nelle registrazioni si sentono i commenti dei militari: “Vaffanculo! Non è caduto!”. Poi, riescono a farli schiantare contro un semaforo, Ramy muore sul colpo. Una volta data la notizia dell’abbattimento, arriva la risposta, glaciale, di un collega: “Bene”. Dopo la caccia all’uomo, sembra di trovarsi di fronte a un’esecuzione. La crudeltà della vicenda ci porta a interrogarci sulle origini di tale cattiveria: quali sono le radici del male? Gli uomini seduti nella volante dei carabinieri sono degli squilibrati, dei sociopatici, delle persone malate? Siamo abituatə a pensare che questa violenza sia frutto di qualcosa di malato, di deviato. Abbiamo bisogno di credere che non possa essere qualcosa di “normale”: chi esercita questo tipo di violenza deve essere per forza malato. O deve aver subito un trauma che a sua volta ripete, in uno schema patologico. L’esperienza delle istituzioni totali è l’esempio chiaro di questo modo di pensare: dividere il mondo in sani e malati, buone e cattive. Sia la psichiatria che la psicologia clinica e la psicoanalisi hanno spesso supportato, nella teoria e nella pratica, una visione del mondo che mette l’Io, l’individuo al centro della società, e quindi responsabile di tutti i mali, come l’ unico fautore del proprio destino.

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Il pessimismo della ragione, l’ottimismo della pratica. Lo stato dei servizi perugini della salute mentale

Pubblichiamo l’inchiesta sullo stato dei servizi di salute mentale a Perugia svolta dalla Brigata Basaglia Perugia.

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Introduzione

La Salute, definita dalla Carta Costituzionale dell’OMS come: “Una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale e non esclusivamente l’assenza di malattia o infermità” è un diritto sancito dalla nostra Costituzione.

La conversazione intorno alla Salute Mentale non può prescindere da una presa di coscienza su tutti gli spazi attraversati dalle persone, sui contesti politici e sociali ampi, sui sistemi economici, sulle città, le famiglie, l’istruzione e, naturalmente, la sanità.

Essa è un fatto di pubblico interesse, dunque la conversazione non può prescindere dalla politica.

La sanità pubblica si assume la responsabilità di ricucire gli strappi, guarda alle ferite, alle cadute e alle malattie e vi pone rimedio, idealmente inquadrando la persona all’interno di un contesto, idealmente dialogando con le altre forze costruttrici di benessere, idealmente operando, oltre che nel campo della sofferenza, anche in quello della prevenzione, nonché in quello della salvaguardia. Collabora con le altre istituzioni al superamento degli ostacoli che impediscono il “pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

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Sumud: cura e resistenza in Palestina. Intervento di Samah Jabr presso l’Università di Bologna

Pubblichiamo la trascrizione tradotta dell’incontro Sumud: Cura e Resistenza organizzato da Forlí Cittá Aperta e il Collettivo Studentesco per la Palestina Forlí il 18 marzo 2025 presso l’Universita di Bologna.

Recentemente ha scritto del concetto di solastalgia, un termine conosciuto in Occidente nell’ambito della salute mentale e della psicologia ambientale. Tuttavia, lei lo applica alla distruzione della terra in Palestina. Perché la terra è così importante per la salute mentale del popolo palestinese?

Il termine solastalgia da solo non basta a racchiudere la complessità della condizione esistenziale e psicologica vissuta dal popolo palestinese nella propria terra. Piuttosto, può essere inteso come un punto di partenza, un’estensione concettuale che comprende solo una parte di una realtà ben più articolata.

Il popolo palestinese subisce un trauma profondo e continuo: non solo quello provocato dalla violenza fisica diretta, ma anche quello inflitto dalla deumanizzazione sistemica e dalla diffusione di rappresentazioni negative e stereotipi culturali. A questo si aggiunge un dolore meno visibile ma altrettanto lacerante: l’ulteriore dolore legato alla distruzione e alla privazione del legame con la terra. Le popolazioni native comprendono questo dolore in modo particolare, perché vivono una relazione simbiotica con il territorio.

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Contatto 2025 – Pavia

Dal 23 al 25 maggio 2025 torna Contatto, il Festival della Brigata Basaglia, giunto alla sua quarta edizione. Quest’anno ci ritroveremo dal 23 al 25 maggio a Pavia e a ospitarci sarà RadioAut per tre giornate di laboratori, discussioni, incontri, arte, musica, lotta.
In più, due serate in Cascina Torchiera a Milano il 22 e il 26 maggio.

Non vediamo l’ora di vederci!

Un sentito ringraziamento per la splendida locandina, opera della talentuosissima @maddi_artpilot

Radio Aut è in via Faruffini 4, Pavia. – INGRESSO CON TESSERA ARCI.
Cascina Torchiera è in Piazzale del Cimitero Maggiore, Milano.

PROGRAMMA

GIOVEDÌ 22 MAGGIOpresso Cascina Torchiera senz’acqua, Milano

19.00 – Voci della resistenza da Abya Yala. Popoli originari dell’America Latina in lotta per l’autodeterminazione comunitaria e contro gli Stati coloniali con Graciela Painelaf, Wallmapu, Lawentuchefe del lof Nahuelpan, guaritrice tradizionale Mapuche con conoscenze sulle piante e su altre forze ed energie della natura che aiutano a ripristinare l’equilibrio perduto; Heriberto Paredes, giornalista indipendente che accompagna la comunità di Santa María Ostula, situata nello stato messicano di Michoacán; Red Internacional en defensa del Pueblo Mapuche.

VENERDI’ 23 MAGGIOpresso RadioAut, Pavia

17.00 – Introduzione al festival

17.30-19.00 – TAVOLO: Pavia fa malissimo, cronache di una città che muore e di chi lotta per tenerla in vita con ARCI Radio Aut, Collettivo Thawra, Polisportiva Popolare Pavese, Associazione Karama, 

19.00-20.00 – Presentazione della mostra fotografica Una Mattina a Jenin di Alessia Galli e Michela Chimenti

19.30-21.30 – Proiezione del docufilm Corpi Docili (‘56) prodotto all’interno del laboratorio teatrale Uomini Senza Barriere nella Casa circondariale Torre del Gallo di Pavia. A seguire dibattito aperto con Stefania Grossi, curatrice del laboratorio.

19.00-22.00 Cena popolare

21.30- 00.00 – TECHNOLINEA CHIAMA (deneb B2B Giacomo Bellezza) – djset Hypnotic & Deep Techno

SABATO 24 MAGGIOpresso RadioAut, Pavia

10.00 – Colazione consapevole 

11.00-12.30 – TAVOLO: Gli ambulatori popolari: pratiche di cura dal basso per una salute collettiva con Ambulatorio Popolare Roma Est, Villa Medusa Casa del Popolo (Napoli), Clinica Popolare Azadì (Padova), AmbulatoriAME (Milano), Scuola popolare Alice e operatori del CSM di Gorizia (Trieste).

11.30 -12.30 – Laboratorio-gioco per scrivere senza prenderci troppo sul serio! a cura di Versi Scatenati

12.30 – 14.00 – Pranzo resistente 

14.00-15.30 – TAVOLO: La città che esclude: criminalizzazione del dissenso e repressione territoriale con Quarticciolo Ribelle (Roma), Laboratorio Politico Iskra (Napoli), Cripsy (Padova), Comitato Free Gino, Smash Repression.

16.00-17.30 – TAVOLO: CPR, istituzioni totali. Nuove frontiere del movimento anti istituzionale con Rete NoCPR, Lorenzo Figoni, NAGA e Gabriele Cammarata

17.30-19.00 – Accedere a se stessx a cura di Ippolita – a partire dal libro Hacking del sé 


19.00-20.00 – Haiku senza Haiku, presentazione del progetto e letture a cura di Versi Scatenati

19.30-21.30 – Cena rivoluzionaria

21:30-23:00 Con poco tatto – stand up comedy con Laura Pusceddu, Gianluca Bolsieri, Marco Moretti, SPECIAL GUEST Le Recensioni non richieste

23.00-00.00 – Esco di rado, live acustico con Errico Canta Male 

DOMENICA 25 MAGGIO

10.00 – Colazione consapevole 

10.30-11.30 – Frittelle contro il DDL

10.30-12.30 – Global Palestine Kite Day: laboratorio di costruzione aquiloni per Gaza

10.30-12.30 – Laboratorio di Progetto PASSI – sessione di movimento dinamico, simbolico, collettivo: uno spazio di connessione e cura attraverso il gruppo e il piacere del movimento. 

11.00-12.30 – Presentazione del libro Socialmente pericoloso, storia di un ergastolo bianco di Luigi Gallini con il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud

12.30-14.30 – Pranzo resistente 

14.30-16.00 – TAVOLO: Quando l’impossibile diventa possibile: buone pratiche in salute mentale con Annamaria Accetta (Pratiche dialogiche), Giovanni Rossi (Club SPDC No Restraints), Paolo Cozzaglio (Uditori di voci), Scuola popolare Alice e operatori del CSM di Gorizia (Trieste) e Idee in Circolo (Modena). 

14.30-16.00 – Presentazione libro Rompere il gioco di Fabrizio Acanfora

16.30-18.00 – TAVOLO: Scuola – Come stiamo? Come resistiamo? con Asilo Pirata Autogestito Soprasotto (Milano), Collettivo Assenze Ingiustificate (Brescia), Rete Educare alle Differenze, Assemblea Precaria Universitaria (Milano), Giuseppe Dambrosio (filosofo e pedagogista), UDS.

16.30-18.00 – Presentazione zine: Gestione delle crisi, costruzione di una zona silenziosa e pratiche di mutuo aiuto con Neuroqueer

18.30 – Plenaria finale

La mostra fotografica Una mattina a Jenin sarà visitabile per tutta la durata del festival

Negli spazi del festival troverai banchetti di: magliette e autoproduzioni Brigata Basaglia, selezione di testi della Libreria Antigone, casa editrice indipendente Agenzia X, Rapazebù (neurodivergente in fissa coi filati) e IUCU Pavia: ridai vita ai tuoi libri. 

Pasti vegetariani e vegani.

PRENOTA IL TUO POSTO PER I LABORATORI SCRIVENDO A:

IG @brigatabasagliapavia MAIL basaglia.pavia@gmail.com

LUNEDI’ 26 MAGGIO — presso Cascina Torchiera senz’acqua, Milano

19.30 • cena popolare e Tavolo su salute mentale e uso di sostanze (inviti in aggiornamento)

Tavolo internazionalista, i testi dell’incontro “Prendersi cura del mondo, attraversare la catastrofe” del 24.3.2024

ITA

Il presente testo raccoglie gli interventi condivisi durante l’incontro internazionalista Prendersi cura del mondo, attraversare la catastrofe organizzato dalla Brigata Basaglia il 24 marzo 2024.

ESP

Este texto recoge las intervenciones compartidas durante el encuentro internacionalista Cuidando el mundo, a través de la catástrofe organizado por la Brigata Basaglia el 24 de marzo de 2024.

ENG

This text collects the interventions shared during the internationalist meeting Taking care of the world, through the catastrophe organized by Brigata Basaglia on March 24, 2024.

Creative Commons: Quest’opera è soggetta alla licenza Creative Commons “ATTRIBUTION – NONCOMMERCIAL – NODERIVATIVES”: https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/deed.en

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