
Defend Rojava!
Quanto sta accadendo in queste settimane in Siria e nella zona dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est (DANEES) non è un episodio isolato, né un conflitto tra fazioni rivali situato lontano da noi e che, quindi, non ci riguarda, al contrario ci chiama ad assumerci una responsabilità. È uno scontro che concerne visioni differenti del mondo e che risulterà decisivo per il futuro del Medio Oriente e per gli equilibri mondiali.
L’offensiva lanciata dalle forze armate di Damasco, sotto la guida del governo di transizione dell’ex leader qaedista Ahmed al-Sharaa (alias al-Jolani), HTS e forze affiliate provenienti da formazioni jihadiste e salafite supportate dalla Turchia, minaccia direttamente l’esperienza dell’Amministrazione Autonoma, il progetto politico nato dalla rivoluzione del Rojava.
Negli ultimi giorni si sono consumati scontri durissimi lungo tutta la linea di contatto tra le Forze Democratiche Siriane (SDF) e le bande miliziane del governo di Damasco.
Un’escalation preceduta da attacchi militari, bombardamenti indiscriminati, torture e uccisioni di civili nei quartieri a maggioranza curda in Aleppo.
È stata annunciata un’intesa in più punti che prevede la cessione di territori chiave e delle infrastrutture più strategiche al governo di Damasco, con l’integrazione individuale dei combattenti delle SDF nel nuovo esercito nazionale. Nonostante un cessate il fuoco annunciato giorni fa, la violenza è proseguita, con combattimenti attorno a Haseke e Kobanê, che in queste ore si trova isolata e sotto assedio.
Questo difficile equilibrio si svolge mentre attori esterni come Turchia, USA, Israele e alleati regionali ricalibrano ruoli e alleanze, e mentre crescono le preoccupazioni per i diritti delle popolazioni curde e delle minoranze presenti nella regione tra cui siriaci assiri, armeni, turkmeni, circassi e ceceni, oltre a comunità religiose come cristiani ed êzîdî.

