Quanto sta accadendo in queste settimane in Siria e nella zona dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est (DANEES) non è un episodio isolato, né un conflitto tra fazioni rivali situato lontano da noi e che, quindi, non ci riguarda, al contrario ci chiama ad assumerci una responsabilità. È uno scontro che concerne visioni differenti del mondo e che risulterà decisivo per il futuro del Medio Oriente e per gli equilibri mondiali. L’offensiva lanciata dalle forze armate di Damasco, sotto la guida del governo di transizione dell’ex leader qaedista Ahmed al-Sharaa (alias al-Jolani), HTS e forze affiliate provenienti da formazioni jihadiste e salafite supportate dalla Turchia, minaccia direttamente l’esperienza dell’Amministrazione Autonoma, il progetto politico nato dalla rivoluzione del Rojava. Negli ultimi giorni si sono consumati scontri durissimi lungo tutta la linea di contatto tra le Forze Democratiche Siriane (SDF) e le bande miliziane del governo di Damasco. Un’escalation preceduta da attacchi militari, bombardamenti indiscriminati, torture e uccisioni di civili nei quartieri a maggioranza curda in Aleppo. È stata annunciata un’intesa in più punti che prevede la cessione di territori chiave e delle infrastrutture più strategiche al governo di Damasco, con l’integrazione individuale dei combattenti delle SDF nel nuovo esercito nazionale. Nonostante un cessate il fuoco annunciato giorni fa, la violenza è proseguita, con combattimenti attorno a Haseke e Kobanê, che in queste ore si trova isolata e sotto assedio. Questo difficile equilibrio si svolge mentre attori esterni come Turchia, USA, Israele e alleati regionali ricalibrano ruoli e alleanze, e mentre crescono le preoccupazioni per i diritti delle popolazioni curde e delle minoranze presenti nella regione tra cui siriaci assiri, armeni, turkmeni, circassi e ceceni, oltre a comunità religiose come cristiani ed êzîdî.
Dal 23 al 25 maggio 2025 torna Contatto, il Festival della Brigata Basaglia, giunto alla sua quarta edizione. Quest’anno ci ritroveremo dal 23 al 25 maggio a Pavia e a ospitarci sarà RadioAut per tre giornate di laboratori, discussioni, incontri, arte, musica, lotta. In più, due serate in Cascina Torchiera a Milano il 22 e il 26 maggio.
Non vediamo l’ora di vederci!
Un sentito ringraziamento per la splendida locandina, opera della talentuosissima @maddi_artpilot
Radio Aut è in via Faruffini 4, Pavia. – INGRESSO CON TESSERA ARCI. Cascina Torchiera è in Piazzale del Cimitero Maggiore, Milano.
PROGRAMMA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO — presso Cascina Torchiera senz’acqua, Milano
19.00 – Voci della resistenza da Abya Yala.Popoli originari dell’America Latina in lotta per l’autodeterminazione comunitaria e contro gli Stati colonialicon Graciela Painelaf, Wallmapu, Lawentuchefe del lof Nahuelpan, guaritrice tradizionale Mapuche con conoscenze sulle piante e su altre forze ed energie della natura che aiutano a ripristinare l’equilibrio perduto; Heriberto Paredes, giornalista indipendente che accompagna la comunità di Santa María Ostula, situata nello stato messicano di Michoacán; Red Internacional en defensa del Pueblo Mapuche.
VENERDI’ 23 MAGGIO — presso RadioAut, Pavia
17.00 – Introduzione al festival
17.30-19.00 – TAVOLO: Pavia fa malissimo, cronache di una città che muore e di chi lotta per tenerla in vita con ARCI Radio Aut, Collettivo Thawra, Polisportiva Popolare Pavese, Associazione Karama,
19.00-20.00 – Presentazione della mostra fotografica Una Mattina a Jenin di Alessia Galli e Michela Chimenti
19.30-21.30 – Proiezione del docufilm Corpi Docili(‘56) prodotto all’interno del laboratorio teatrale Uomini Senza Barriere nella Casa circondariale Torre del Gallo di Pavia. A seguire dibattito aperto con Stefania Grossi, curatrice del laboratorio.
19.00-22.00 Cena popolare
21.30- 00.00 – TECHNOLINEA CHIAMA (deneb B2B Giacomo Bellezza) – djset Hypnotic & Deep Techno
SABATO 24 MAGGIO — presso RadioAut, Pavia
10.00 – Colazione consapevole
11.00-12.30 – TAVOLO: Gli ambulatori popolari: pratiche di cura dal basso per una salute collettiva con Ambulatorio Popolare Roma Est, Villa Medusa Casa del Popolo (Napoli), Clinica Popolare Azadì (Padova), AmbulatoriAME (Milano), Scuola popolare Alice e operatori del CSM di Gorizia (Trieste).
11.30 -12.30 – Laboratorio-gioco per scrivere senza prenderci troppo sul serio! a cura di Versi Scatenati
12.30 – 14.00 – Pranzo resistente
14.00-15.30 – TAVOLO: La città che esclude: criminalizzazione del dissenso e repressione territorialecon Quarticciolo Ribelle (Roma), Laboratorio Politico Iskra (Napoli), Cripsy (Padova), Comitato Free Gino, Smash Repression.
16.00-17.30 – TAVOLO: CPR, istituzioni totali. Nuove frontiere del movimento anti istituzionale con Rete NoCPR, Lorenzo Figoni, NAGA e Gabriele Cammarata
17.30-19.00 – Accedere a se stessx a cura di Ippolita – a partire dal libro Hacking del sé
19.00-20.00 – Haiku senza Haiku, presentazione del progetto e letture a cura di Versi Scatenati
19.30-21.30 – Cena rivoluzionaria
21:30-23:00 Con poco tatto – stand up comedy con Laura Pusceddu, Gianluca Bolsieri, Marco Moretti, SPECIAL GUEST Le Recensioni non richieste
23.00-00.00 – Esco di rado, live acustico con Errico Canta Male
DOMENICA 25 MAGGIO
10.00 – Colazione consapevole
10.30-11.30 – Frittelle contro il DDL
10.30-12.30 – Global Palestine Kite Day: laboratorio di costruzione aquiloni per Gaza
10.30-12.30 – Laboratorio di Progetto PASSI – sessione di movimento dinamico, simbolico, collettivo: uno spazio di connessione e cura attraverso il gruppo e il piacere del movimento.
11.00-12.30 – Presentazione del libro Socialmente pericoloso, storia di un ergastolo bianco di Luigi Gallini con il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud
12.30-14.30 – Pranzo resistente
14.30-16.00 – TAVOLO: Quando l’impossibile diventa possibile: buone pratiche in salute mentale con Annamaria Accetta (Pratiche dialogiche), Giovanni Rossi (Club SPDC No Restraints), Paolo Cozzaglio (Uditori di voci), Scuola popolare Alice e operatori del CSM di Gorizia (Trieste) e Idee in Circolo (Modena).
14.30-16.00 – Presentazione libro Rompere il gioco di Fabrizio Acanfora
16.30-18.00 – TAVOLO: Scuola – Come stiamo? Come resistiamo? con Asilo Pirata Autogestito Soprasotto (Milano), Collettivo Assenze Ingiustificate (Brescia), Rete Educare alle Differenze, Assemblea Precaria Universitaria (Milano), Giuseppe Dambrosio (filosofo e pedagogista), UDS.
16.30-18.00 – Presentazione zine: Gestione delle crisi, costruzione di una zona silenziosa e pratiche di mutuo aiuto con Neuroqueer
18.30 – Plenaria finale
La mostra fotografica Una mattina a Jenin sarà visitabile per tutta la durata del festival
Negli spazi del festival troverai banchetti di: magliette e autoproduzioni Brigata Basaglia, selezione di testi della Libreria Antigone, casa editrice indipendente Agenzia X, Rapazebù (neurodivergente in fissa coi filati) e IUCU Pavia: ridai vita ai tuoi libri.
Pasti vegetariani e vegani.
PRENOTA IL TUO POSTO PER I LABORATORI SCRIVENDO A:
IG @brigatabasagliapavia MAIL basaglia.pavia@gmail.com
LUNEDI’ 26 MAGGIO —presso Cascina Torchiera senz’acqua, Milano
19.30 • cena popolare e Tavolo su salute mentale e uso di sostanze (inviti in aggiornamento)
Condividiamo con profonda tristezza e rabbia il comunicato di Casa Galeone. Un luogo ricco di storia e affetti e che ci ha ospitato più volte. Un luogo libero e in ascolto, dove come Brigata Basaglia abbiamo potuto condividere riflessioni e punti di vista insieme alle nostre compagne e compagni della rete antipsichiatrica.
Questo sfratto-sfregio è l’ennesima conferma (di cui non avevamo bisogno) di quanto infame e insensato sia il modo di vedere e vivere il mondo di chi ha voluto a tutti i costi la fine di questa esperienza. L’ennesima misera vittoria di un modello basato su questa logica prepotente, che mercifica la vita e calpesta la dignità altrui, condannando il tessuto sociale all’ulteriore inaridimento e il suolo agricolo all’ennesima desertificazione predatoria, nel tentativo di cancellare ogni forma di cura. In un mondo così distorto, è sempre chi opprime a dettare legge, mentre chi resiste viene sfrattato.
Auguriamo alle nostre compagne e compagni di Casa Galeone lunga vita. Non saremo silenziat* o cancellat* da questi mediocri.
Lo scorso 11 febbraio una compagna italiana, Ilaria, e un compagno tedesco, Tobias, sono stati arrestati in Ungheria, con l’accusa di aver partecipato all’aggressione di un partecipante neonazista al raduno di estrema destra per la “giornata dell’onore”, risoltosi con ferite lievi e pochi giorni di prognosi. Nonostante questo, il teorema della magistratura ungherese contesta l’esistenza di una organizzazione criminale, oltre ai rischi per la vita della vittima, così da far lievitare la pena sino a potenzialmente 16 anni di carcere. Da ormai dieci mesi lз compagnз si trovano, quindi, nelle carceri di Budapest, con contatti all’esterno rarefatti e in condizioni terribili documentate anche da una lettera di Ilaria ai propri legali, e con la sottoposizione ad interrogatorio in assenza di difesa e di interprete.